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Il contatto alieno in Brasile in un remoto passato. Bep Kororoti

Racconto da anni delle interazioni tra alieni ed esseri umani dagli albori della civiltà.

Anche  la storia di oggi affonda le radici in Brasile.

A proposito di questo paese hai letto su Myuforesearch degli alieni di Akakor?

Ti consiglio di leggere chi erano e da dove venivano.

Ma torniamo a quello che sto per dirti.

Felicitas Barreto è una studiosa indigena brasiliana che ha vissuto vent’anni nella giungla con i nativi del Rio Paru al confine tra Brasile e Guyana francese, ha scritto il libro:” Danzas indigena do Brasil” descrive le danze rituali di molte tribù.

Racconta che gli indigeni di un villaggio vestono con abiti piumati dalla testa ai piedi per sembrare uccelli e poi molte maschere hanno copricapo con quelle che possono sembrare antenne, ricordi le pitture rupestri che hai visto nelle grotte? quelle!  ricordi le raffigurazioni Hopi?

Usavano spesso la paglia per assomigliare agli antenati, ma chi erano questi antenati?

Joao Americo Peret è uno studioso indigeno che ha pubblicato le foto di una tribù, i KAYAPO che utilizzano una maschera a dir poco incredibile, quello che è palese è che si tratta della rappresentazione di un moderno astronauta in tuta spaziale!

Tieni in considerazione che l’immagine scattata da Joao Amerigo è del 1952 quando Yuri Gagarin visitò lo spazio orbitale terrestre solo il 12 Aprile 1961, all’epoca non era assolutamente familiare a nessuno vedere un tale equipaggiamento, immagina agli indigeni.

Joao Peret è  venuto a conoscenza della leggenda su colui che indossava tale tuta nel villaggio di Gorotire da un vecchio consigliere di una tribù che porta il titolo di Gway Baba, il saggio.

Il vecchio ha raccontato a Peret di un essere venuto dallo spazio con una tuta da astronauta.

Era Bep Kororoti.

IL RACCONTO

“Un giorno, Bep Kororoti , che veniva dai monti Pukato Ti, arrivò per la prima volta nel villaggio. Era vestito con un ‘Bo” ( l’abito di paglia della foto), che lo copriva dalla testa ai piedi.

Aveva in mano un “KOP”, l’arma del tuono.

Tutti nel villaggio erano terrorizzati e fuggirono nella boscaglia. Gli uomini cercarono di proteggere le donne e i bambini, e alcuni di loro tentarono di combattere l’intruso, ma le loro armi erano troppo deboli perché si sbriciolavano in polvere ogni volta che toccavano Bep Kororoti.

 Il guerriero che era venuto dal cosmo rise della debolezza di coloro che combattevano contro di lui. Per dimostrare la sua forza alzò il suo “kop”, lo puntò prima contro un albero e poi contro una pietra e li distrusse entrambi. Tutti credevano che così facendo Bep Kororoti volesse dimostrare loro che non era venuto a fare la guerra.

“La confusione regnò a lungo. I guerrieri più coraggiosi della tribù cercarono di organizzare la resistenza, ma alla fine poterono solo soccombere alla presenza di Bep Kororoti , che non gli fece del male.

Quando si tolse lo scafandro aveva l’aspetto umano e la carnagione chiara, era gentile e mostrò loro che la sua “magia” non era dannosa.

La sua bellezza, il radioso candore della pelle, il suo evidente affetto e amore incantarono gradualmente tutti, si sentirono al sicuro con lui e diventarono amici.

“Bep Kororoti ha avuto il piacere di imparare come usare le nostre armi e come diventare un buon cacciatore. È progredito così bene che poteva maneggiare le nostre armi meglio dei migliori uomini della tribù ed era più coraggioso degli uomini più coraggiosi del villaggio. Non ci volle molto prima che Bep Kororoti fosse ricevuto nella tribù come guerriero e poi una giovane fanciulla lo cercò come marito e lo sposò, generando figli e una figlia, che chiamarono Nio Pouti .

La cui intelligenza era superiore alla media, insegnava materie sconosciute, la costruzione di rifugi, di armi e come raccogliere il cibo.

“Bep Kororoti era più intelligente di chiunque altro così iniziò a istruire gli altri su questioni sconosciute. Ha guidato gli uomini nella costruzione di un Ng Obi, la casa degli uomini che hanno tutti i nostri villaggi oggi. In essa gli uomini hanno raccontato ai giovani le loro avventure e così impararono come comportarsi in caso di pericolo: in verità la casa era una scuola e Bep Kororoti era l’insegnante.

“Nella Ng Obi si svilupparono prodotti artigianali e migliorarono le nostre armi e non c’era nulla che non dovessimo al grande guerriero dell’universo. Fu lui a fondare la ‘grande camera’ in cui discutevamo le prove e le esigenze del nostra tribù, e così è nata una migliore organizzazione che ha reso la vita e il lavoro più facili per tutti.

“Se la caccia era difficile, Bep Kororoti andava a prendere il suo ‘kop’ e uccideva gli animali senza danneggiarli. Al cacciatore era sempre permesso di prendere il miglior pezzo di preda per sé, ma Bep Kororoti , che non mangiava il cibo del villaggio, prendeva solo ciò che era essenziale per sfamare la sua famiglia. I suoi amici non lo approvavano, ma lui non cambiò      atteggiamento.

“Il suo comportamento è cambiato con gli anni. Non usciva più con gli altri. Voleva restare nella sua capanna. Ma quando lasciava la sua capanna saliva sempre sulle montagne di Pukato Ti da cui era venuto. Nel villaggio si diceva che avesse nostalgia del suo pianeta.

Uno giorno seguì la volontà del suo spirito, che non riusciva più a dominare.

Lasciò il villaggio.

Radunò la sua famiglia, solo Nio Pouti non era presente,  la sua partenza seguì rapidamente.

I giorni passarono e Bep Kororoti non fu più trovato.

Improvvisamente ricomparve nella piazza del paese e lanciò un terrificante grido di guerra. Tutti pensavano che fosse impazzito e cercarono di calmarlo. Ma quando gli uomini provaronoo ad avvicinarlo, ebbe luogo una terribile battaglia. Bep Kororoti non uso le sue armi, ma il suo corpo tremava e chiunque lo toccasse cadeva a terra morto.

I guerrieri morirono in sciami.

“La battaglia è durata per giorni, poi i gruppi di guerrieri caduti hanno potuto rialzarsi e hanno continuato a cercare di sottomettere Bep Kororoti.

Lo hanno inseguito fin quasi sulla cresta delle montagne. Poi successe qualcosa che lasciò tutti a bocca aperta, con il suo “kop” distrusse tutto ciò che era vicino a lui, il bordo più lontano del Pukato Ti.

Quando la tribù raggiunse la cima della catena montuosa, alberi e cespugli erano diventati polvere. All’improvviso ci fu un tremendo schianto che scosse l’intera regione e Bep Kororoti scomparse nell’aria, circondato da nuvole infuocate, fumo e tuoni. Con questo evento sconvolgente le radici dei cespugli furono strappate dal terreno e i frutti selvatici distrutti. La selvaggina scomparse e la tribù iniziò a soffrire la fame.

“Nio Pouti, che aveva sposato un guerriero e aveva avuto un figlio, ed era come sappiamo una figlia del essere spaziale  Bep Kororoti, disse a suo marito che sapeva dove si poteva trovare cibo per l’intera tribù, ma prima avrebbero dovuto seguire lei nelle montagne di Pukato Ti.

Spinto da Nio Pouti, suo marito si fece coraggio e la seguì nella regione di Pukato Ti. Lì cercò un “albero speciale” nel distretto di Mem Baba Kent Kre e si sedette sui suoi rami con il figlio in grembo. Poi disse al marito di piegare i rami dell’albero fino a toccare il suolo con le punte. Nel momento in cui avvenne questo contatto, ci fu una grande esplosione e Nio Pouti scomparve tra nuvole, fumo, polvere, tuoni e fulmini.

“Suo marito ha aspettato alcuni giorni. Aveva perso il coraggio e stava quasi morendo di fame quando ha sentito uno schianto e ha visto di nuovo “l’albero ” in piedi al suo vecchio posto. La sua sorpresa è stata grande, sua moglie era di nuovo lì e con lei Bep Kororoti, portarono con sé grosse ceste piene di cibo “che lui non conosceva e non aveva mai visto”.

Dopo un po’ l’uomo dello spazio si sedette di nuovo sull’ “albero” e gli ordinò di piegare i rami fino a terra,  al contatto ci fu un’esplosione e ” l’albero” scomparve di nuovo nell’aria. ( Cosa sarà stato quello descritto come “albero”?)

“Nio Pouti tornò al villaggio con suo marito e fece conoscere un ordine di Bep Kororoti. Tutti dovevano andarsene immediatamente ed erigere i loro villaggi di fronte a Baba Kent Kre “l’albero speciale “dove avrebbero procurato il loro cibo. Nio Pouti disse anche che dovevano tenere il semi di frutta e verdura e arbusti fino alla stagione delle piogge in modo che potessero reimpiantarli per i nuovi raccolti.

“Così è iniziata l’agricoltura. La nostra gente si è trasferita a Pukato Ti e lì ha vissuto in pace; le capanne dei nostri villaggi sono diventate più numerose e si potevano vedere dalle montagne fino all’orizzonte …”

Ps.

Bep Kororoti nella lingua Kayapo significa “Guerriero dell’Universo”

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GRAZIE

Cesare Valocchia

Cesare Valocchia

Cesare Valocchia è nato a Roma nel 1970. Perito tecnico in telecomunicazioni con alle spalle corsi specialistici in fibre ottiche e trasmissione dati, coltiva due passioni: il volontariato e l’ufologia. Istruttore di manovre di rianimazione cardio-polmonare adulto e bambino, ha raccolto le sue esperienze di volontario sui mezzi del servizio di emergenza sanitaria nazionale 118 di Roma in un ebook dal titolo: “ Non dirmi grazie ”. Il suo motto è: Aiutare chi soffre è il miglior pagamento. Dai primi anni 90 si occupa di avvistamenti e dal 2011 cura personalmente il sito di ufologia www.myuforesearch.it del quale è responsabile. Le sue ricerche sul legame apparizioni mariane e fenomeno ufo sono disponibili nel suo sito. E’ membro del Cun ( Centro Ufologico Nazionale), sulla cui rivista ufficiale è stato pubblicato, nel maggio 2017, il suo studio sugli oggetti volanti non identificati a Medjugorje.

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