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La distruzione della città di Ur fu anche opera degli Annunaki?

Il popolo sumero è stato sempre considerato affascinante per mille motivi, diciamolo, origini e sviluppo come del resto l’estinzione non sono mai stati chiarissimi, una cultura che velocemente è cresciuta in moltissimi settori, dal punto di vista architettonico, astronomico, legale, amministrativo, sociale  ecc… Un popolo che come misteriosamente è sorto, poi sparisce. Molti studiosi hanno considerato invasioni, sconvolgimenti politici, carestie e disastri naturali, ma ci sono forti riscontri storici trovati nelle tavolette sumere che fanno propendere per un annientamento che inizia con la città di Ur, ottemperato dagli Annunaki, una razza di extraterrestri estremamente evoluta che una volta discesa dal cielo in territorio mesopotamico ha prima gettato le basi dello svliluppo economico e socio culturale dei suoi devoti “figli” e poi se ne è sbarazzato…

La  decisione che i Sumeri debbano scomparire dalla faccia della terra viene presa dagli Anunnaki in riunione, siamo nel 2004 A.C

Per inciso i poteri nello stato erano così suddivisi:

1) Anunna (dio)

2)Sacerdoti a stretto contatto col dio a cui il re faceva riferimento

3) Re

4)Funzionari ( governatori di paesi annessi)

5) Nobili

6) Grandi proprietari terrieri

7)Il popolo, costituito da mercanti artigiani, contadini e pastori

8)Infine: schiavi, prigionieri di guerra nomadi o contadini estremamente poveri che in cambiodi una sistemazione vendevano se stessi e la loro famiglia.

La terza dinastia di Ur sarà l’ultima a sparire . Ur è la città più importante di Shumer ed è governata da l’ultimo re sumero Ibbi-Sin.

Come detto i testi attribuiscono il crollo di Ur ad una decisione dell’assemblea degli Anunnaki , che una volta presa non può essere mutata (nonostante le preghiere di Nanna-Sin, figlio di Enlil, in favore della sua città) affinchè si possa poi intraprendere una nuova fase positiva e di ricostruzione.

Non c’è un motivo per questa drastica decisione, semplicemente i Sumeri devono sparire e il potere deve andare ai semiti, anche se non tutti gli déi sono d’accordo ma questo conta poco.

Al re, Ibbi-Sin bisogna concedere che nei primi anni gestí il regno in modo energico, collezionando vittorie sui territori di Simurrum e Khukhnur ( Zagros) e un matrimonio dinastico con Zabshali.

Tuttavia il piano degli Anunnaki in poche micidiali mosse prevede  la  distruzione di Ur, manipolando direttamente il clima. L’intervento è talmente efficace da mettere prima in croce il re, poi isolare la città,  quindi attaccarla dall’esterno e infine infierire  il colpo di grazia.

Il piano è puramente strategico, non prevede l’impiego unico di mezzi tecnologicamente avanzati ma bensì di uomini, forse era importante che questi capissero che al bisogno c’era da armarsi e muoversi per ordine del re che prendeva a sua volta ordini dal dio.

Come detto l’impero attanagliato da molti problemi interni soprattutto politici entra in crisi, perché i centri cittadini dipendenti da Ur, lentamente uno dopo l’altro, diventano autonomi, si “scollegano”: Eshnunna per prima nel 2° anno di regno, poi Susa nel 3°, Lagash nel 5°, Umma nel 6° e per ultima Nippur nel 7°.

Ibbi-Sin quindi si trova nel settimo anno di regno, dove perfino le offerte alle divinità della capitale, da parte dei governatori provinciali dei paesi che prima erano dipendenti, vengono sospese, e quello che era fino a pochi anni prima un grande regno, si riduce semplicemente alla sola città di Ur e a pochi altri piccoli centri che comunque permangono.

Ma non basta, nello stesso periodo il regno sta affrontando una grave crisi a carico della produzione agricola degli approvvigionamenti delle città, i prezzi sui principali prodotti alimentari schizzano alle stelle, solo i più ricchi riescono a trovare il cibo, mentre il popolo è in grave difficoltà.

-Primo attacco in due mosse principali: prove testuali

Prima Mossa :La prima causa di questa situazione è il clima.

Esistono testi che riportano la drammaticità delle scarse piene del Tigri e dell’Eufrate causando una severa riduzione dei prodotti agricoli.

La scarsità delle derrate fece aumentare il prezzo, non alla portata di tutti e quindi il popolo fu in larga parte ridotto alla fame.

Altre tavolette amministrative hanno confermano quelle letterarie ( quindi la notizia sembra realistica).

Seconda Mossa : Il regno di Shumer viene attaccato da tutte le parti da altre popolazioni per ordine di Enlil.

I primi ad invadere Shumer sono i MAR.TU (gli Amorrei, popolazione di origine semita), i quali riescono ad oltrepassare il grande muro che era stato eretto dai sumeri, e che divideva praticamente a metà il paese, nel tentativo, di tenerli fuori dalla parte meridionale della Mesopotamia.

A est, dai monti Zagros (zona del KUR – Nergal), i Gutei ( nel testo “le lamentazioni di Ur” viene espresso chiaramente che fu mandato da Enlil ) definiti “i draghi delle montagne” e le genti di Shimashki, scesero attaccarono le città della parte centrale, Kish e Adab, distruggendole.

Senza fermarsi poi presero la strada della parte più a sud di Shumer fino a raggiungere la città di Eridu, infine gli Elamiti fecero irruzione nella città di Lagash devastandola.

Quindi abbiamo tutta la parte iranica che attacca, in diversi gruppi, sia dalle montagne che dall’Elam (Iran) la zona di Shumer.

-Terza mossa: Il tradimento di Ishbi-Erra

Un lotto di lettere reali è arrivato fino a noi e grazie a queste riusciamo a ricostruire l’ultima drammatica fase del crollo di Ur.

lshbi-Erra è uno dei personaggi centrali della questione, stiamo parlando di un funzionario di Ibbi-Sin originario di Mari, quindi non sumero ma semita.

Egli aveva ricevuto l’incarico dal re di andare nella zona di Isin e Kazallu, per trovare grano da inviare alla città di Ur.

Il sovrano Inoltre aveva dato l’incarico a Ishbi-Erra di mettere al sicuro nella città di Isin, 72.000 gur di grano (cioè 14.400.000 litri).

Compito del funzionario era di caricare su navi il grano e farlo quindi arrivare ad Ur.

In questa lettera invece pare che Ishbi-Erra non abbia alcuna intenzione di farlo:

«i Martu tutti quanti sono entrati all’interno del paese, conquistando una ad una tutte le grandi fortezze».

Di conseguenza chiede al sovrano di occuparsi egli stesso della difesa di Nippur e di Isin.

Il suo scopo è di convincere il re a nominarlo governatore di Nippur e di Isin. In poche parole: o mi nomini governatore o non ti mando il grano.

Nella lettera che segue leggiamo la reazione di Ibbi-Sin al ricatto di Ishbi-Erra. Egli scrive a Puzurnumushda, il governatore di Kazallu:

Quando tu parlerai ad Ishbierra, è questo il messaggio di Ibbisin il tuo re, che gli devi riferire:

“Proprio nel momento in cui Enlil mi tiene lontano con le truppe, ti permetti di tradirmi! Oggi mi odia Enlil, mi odia, odia me, Ibbisin.

Egli consegna Ur nelle mani dei suoi nemici.

In territori lontani si ribellano i nemici, promuovono insurrezioni nei paesi stranieri.

Ma quando Enlil guarderà di nuovo benevolmente Ibbi-Sin, io ti colpirò alla testa. Stai bene attento!

Tu hai ricevuto venti talenti d’argento per comprare il grano.

Hai pagato un siclo d’argento per due gur, mentre a me hai fatto il prezzo di un siclo per un gur.

Come puoi permettere che Puzurnumushda, il generale di Badigikhursag, faccia entrare gli Amorrei nel paese di Shumer?

È vero, a Shumer c’è gente senza testa!

Perché non ti sei opposto agli Amorrei?

Nonostante sia stato definito «senza cervello» Ishbi-Erra insiste nel voler essere riconosciuto come sovrano della città di Isin.

Egli sostiene di essere stato prescelto da Enlil quale garante della regalità su Shumer.

Ibbi-Sin va su tutte le furie: un semita re di Shumer? Per il sovrano è inaccettabile.

Ecco cosa risponde Ishbi-Erra:

“Enlil mio signore, mi ha affidato l’ufficio di pastore su Shumer, le rive del Tigri, dell’Eufrate, del canale Abgal e del canale Meenlil, con tutte le loro città, i loro dèi e i loro eserciti, dal paese di Khamazi fino al mare di Magan, Enlil mi ha promesso che sarebbero entrate nel tempio di Ninninsina, per rendere Isin ilgranaio di Enlil e dargli un nome sublime…

Perché ti opponi al mio volere?

Io ho giurato per Enlil mio signore e Dagan, mio dio personale:

la mia mano raggiungerà certamente Kazallu!

Le città e il paese che Enlil mi ha promesso voglio sottomettere.”

La risposta di Ibbi-Sin :

“In tempi passati Enlil ha odiato Shumer, ed ha innalzato alla regalità di Shumer una scimmia scesa dalla montagna (che sarebbe lui, Ishbi-Erra) ora Enlil ha dato la regalità ad Ishbi-Erra, ad una puzzola girovaga, ad uno che non è neanche di sangue sumero.”

Che succede quindi?

Il re confidava in Ishbi-Erra considerata la gravità della situazione, quest’ultimo invece segue le direttive di Enlil e fonda con o senza il permesso del sovrano una nuova dinastia e un nuovo regno a Isin.

Ricapitolando: tutta la parte est del regno che prima era di Ibbi-Sin è occupata dagli: Elamiti;

Le incursioni di Gutei e Amorrei distruggono e occupano le città;

Il nord con Isin (Ishbi-Erra per conto di Enlil) si stacca.

L’impero di Ur si riduce alla capitale ed è la fine.

Gli storici, non sanno dire quali potessero essere i motivi per cui il sovrano non si sia ribellato agli eventi con un’azione militare più energica, anche perché non sappiamo se cronologicamente i fattori economici della crisi vengano prima o dopo quelli militari e politici.

I testi letterari considerano tutti gli aspetti della crisi inclusa la conseguenza della decisione degli dèi a lasciare le varie città, decretando quindi il crollo di Ur.

Non conosciamo i motivi per cui questo è accaduto forse la risposta è più semplice «ad Ur era stata sì assegnata la regalità, ma non un regno eterno! chi ha mai visto un regno la cui regalità sia eterna?» forse gli Annunaki avevano deciso che i Sumeri dovevano sparire e Ibbi-Sin non si difese.

Ibbi-Sin continuò a regnare a lungo in un regno ridotto all’osso e senza certamente il potere che aveva mantenuto per 25 anni, fino al colpo di grazia. Un attacco elamico contro la capitale indusse Ibbi-Sin ad asserragliarsi entro le mura; l’assedio fu lungo e la città capitolò per fame. Il popolo sumero aprì la porta agli Elamiti che irruppero nella città, saccheggiarono e distrussero tutto con l’appoggio degli dèi .

Ibbi-Sin fu catturato e condotto prigioniero a Susa, mentre ad Ur rimase per qualche tempo una guarnigione elamica, finché il mutato atteggiamento divino consentirà la sua liberazione da parte di Ishbi-Erra e la sua ricostruzione.

L’avvenuta caduta di Ur fu sconvolgente e suscitò una forte impressione in tutta la Mesopotamia, tanto che se ne parlò anche nelle epoche successive accostando il nome del re alla sfortuna e alla devastazione: «presagio di Ibbi-Sin, sotto il quale l’Elam ridusse Ur ad un cumulo di rovine»;

«presagio di Ibbi-Sin che significa distruzione».

Enlil è riuscito pienamente nel suo scopo. I semiti prendono il posto dei Sumeri che sono condannati all’estinzione.

Cosa ci è giunto di specifico circa la distruzione di Ur? Non solo quindi l’invasione Elamita ma l’utilizzo da parte degli  Annunaki delle forze della natura. Lo vediamo nel poema poetico che ci è pervenuto.

La storia della caduta è nel componimento poetico ” Il Lamento per Ur” ritrovato durante gli scavi degli archeologi del Museo di archeologia e antropologia dell’Università della Pennsylvania nella biblioteca del tempio di Nippur.

Dalla ricomposizione dei frammenti delle tavolette è venuta fuori una preghiera per la città di Ur che stava vivendo un periodo di grande pericolo.  Molte di queste tavolette o frammenti riconducibili allo stesso poema sono sparse in giro per il mondo presso enti e musei di grande prestigio, tra il Louvre di Parigi, l’Ashmolean Mueseum di Oxford, il museo dell’ Asia anteriore di Berlino in Germania, e in Svizzera.

Altre tavolette furono scoperte da due dei più grandi archeologi di tutti i tempi, Leonard Wooley e Samuel Noah Kramer che contribuirono in maniera preponderante a redigere l’edizione completa del Lamento per Ur.

Il racconto è incentrato principalmente sulla testimonianza della dea Ningal che piange la sua città ormai distrutta dalla tempesta scatenata dal dio Enlil. sordo alle suppliche della dea di fermare la catastrofe tra il fuggi fuggi generale di abitanti e divinità.

” Io allungai avanti il piede,  distesi larghe le braccia ad An diedi sfogo alle mie lacrime a Mullil, io in persona presentai la mia supplica: dissi loro. La via gente non si sa annientata! Dissi loro “

Segue il racconto del’l uragano di acqua e fuoco scatenato da Enlil,  il cielo nero come la notte.

Gli dei abbandonano uno ad uno i templi a loro dedicati dagli umani.

” Ninlil a abbandonato quella casa,  il Ki-ur, ed ha lasciato che la brezza tormenti il suo ovile.

La regina di Kish la ha abbandonata e ha lasciato che la brezza tormenti il suo ovile. Ninmah ha abbandonato quella casa Kish e ha fatto si che la brezza tormentasse il suo ovile.”

Ci chiediamo a questo punto se gli Annunaki fossero in grado di manipolare elementi naturali come  acqua, vento, e fuoco.

Il famoso diluvio universale ad esempio sembra non essere  stato a livello planetario così imponente. Gli ultimi studi di paleo-climatologia tendono a raccontare più di un disastro esteso ma localizzato alla Mesopotamia provocato dagli Annunaki.

La distruzione di Ur che  non è parte del periodo storico sembra avere connotati e caratteristiche precise di una distruzione voluta da questi esseri.

È un caso che Enlil fosse soprannominato il dio dei venti ?

Segue una lista dei templi distrutti come Agrun-kug, Egal-mah, e lo stesso Ekur il santuario di Enlil.

La descrizione della desolazione e della terra bruciata, è stata utilizzata qualche arma ad energia che brucia?

Leggiamo:

In quei giorni la tempesta venne [finalmente] distolta dal paese; il popolo geme!

i dintorni erano insudiciati dal suo popolo, non dai cocci [degli strati più antichi, cocci che costituivano la copertura del rilievo su cui s’alzava la città],

nelle sue mura vi erano brecce; il popolo geme!

nelle sue alte porte e sulle rampe i cadaveri erano ammucchiati,

in tutte le spaziose strade cultuali essi giacevano testa contro spalla,

in tutti i viali e strade i cadaveri erano ammucchiati,

perfino gli spazi aperti, dove si tenevano le danze del paese, erano riempiti di cadaveri a mucchi.

Il sangue del paese riempiva tutte le buche, come rame o stagno [fusi nello stampo],

i loro corpi, come grasso di pecora al sole, si dissolvevano.

Kramer, S.N., Lamentation over the Destruction of Ur (AS 12), ll. 1 sgg.; 208 sgg.

Le lamentazioni fanno parte di una epopea di scritti dopo la fine della civiltà sumera attraversata da un periodo di forte decadenza,  di instabilità socio-politica ed in ultimo vittima delle azioni intraprese dagli Annunaki che inferirono il colpo di grazia.

Esistono altri lamentazioni che sono:     

– Il lamento per Nippur

– Il lamento per Eridu

– Il lamento per Uruk

– Il lamento per Shumer e Ur

Capiamo bene che gli Annunaki si stancano del comportamento umano e della civiltà sumera e come in presenza di un moribondo pongono fine ad un popolo divenuto icona della civiltà.

Cesare Valocchia

Cesare Valocchia è nato a Roma nel 1970. Perito tecnico in telecomunicazioni con alle spalle corsi specialistici in fibre ottiche e trasmissione dati, coltiva due passioni: il volontariato e l’ufologia. Istruttore di manovre di rianimazione cardio-polmonare adulto e bambino, ha raccolto le sue esperienze di volontario sui mezzi del servizio di emergenza sanitaria nazionale 118 di Roma in un ebook dal titolo: “ Non dirmi grazie ”. Il suo motto è: Aiutare chi soffre è il miglior pagamento. Dai primi anni 90 si occupa di avvistamenti e dal 2011 cura personalmente il sito di ufologia www.myuforesearch.it del quale è responsabile. Le sue ricerche sul legame apparizioni mariane e fenomeno ufo sono disponibili nel suo sito. E’ membro del Cun ( Centro Ufologico Nazionale), sulla cui rivista ufficiale è stato pubblicato, nel maggio 2017, il suo studio sugli oggetti volanti non identificati a Medjugorje.

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