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La reincarnazione? non solo su questo pianeta

Dove si finisce dopo la vita terrena? Ci si reincarna?

Chi di noi non si è mai chiesto cosa c’è dopo la morte. Una domanda che non ha mai avuto risposte, cosa sapremo una volta morti? Chissà, forse non lo si saprà mai. La speranza per i cristiani è il Paradiso, gli atei credono non esista nulla, certo ci si augura di ritrovare, parenti, amici, mogli, figli. Dalla mia esperienza nel documentarmi su tanti testi nel corso di molti anni, la risposta non vi farà piacere. Non ci si ritrova. Anche io l’ho sempre sperato e me lo sono augurato, ovviamente non esistono prove certe.

Antichi testi talvolta anche interpretati tra cui la Bibbia, ci parlano di reincarnazione. Tale concetto fu dichiarato eresia, anatema, per ragioni politiche, perché i primi cristiani credevano proprio ed unicamente alla reincarnazione, ne parlava ampiamente uno dei padri della chiesa Origene.

Il concetto di reincarnazione o metemsomatosi se preferite fu proscritto in  realtà da un imperatore romano, un dittatore assoluto, Costantino. L’ impero Romano andava piano piano disgregandoi e molte fazioni cristiane erano in lotta fra di loro, siamo esattamente nel 325 dopo Cristo e nella speranza di smorzare tali dissidi Costantino convoca il Concilio di Nicea. Se avessero adottato un unico credo e risolto le loro differenze tutto sarebbe andato a favore dei Cristiani.

Le decisioni prese gettarono le basi della nascita della chiesa romana. Il processo portò al rifiuto completo del concetto di reincarnazione, molti cristiani tuttavia segretamente portarono avanti il loro credo,fino a che fu sradicato interamente in un successivo concilio nel 553 dopo Cristo quello di Costantinopoli, dove fu decretato crimine meritevole della scomunica e dannazione (anatema).

Facciamo un passo indietro, 10 anni prima nel 543 dopo Cristo l’ imperatore era Giustiniano, fu lui a convocare il sinodo con il chiaro scopo di mettere fine agli insegnamenti di Origene.

Presieduto da Eutiquio (del tutto succube di Giustiniano) che aspirava al patriarcato di Costantinopoli e che mai sii sarebbe messo contro l’imperatore, l’unico baluardo rimase Papa Virgilio il solo  ad opporsi affinché gli antichi insegnamenti non fossero proscritti.

Il Papà timoroso dell’imperatore si diede alla fuga rifugiandosi all’interno di una chiesa nella capitale, fu gioco facile così per Giustiniano controllare il Concilio che così elaborò 15 anatemi contro le tre scuole di pensiero giudicate come eretiche ed il cui credo andava contro la sua politica ed i suoi interessi.

Furono elaborati come “I tre capitoli” 2 dei capitoli scritti direttamente da Giustiniano sono i seguenti:

1 Contro chiunque dichiari o pensi che l’anima umana preesisteva, ossia che sono stati prima spiriti e sacre potestà ma che, sazi della visione di Dio, si sono volti al male, e in questo modo il divino amore è morto in loro e sono pertanto divenuti anime e condannati al castigo dentro corpi, anatema sia.

2. Contro chiunque dichiari o pensi che l’anima del Signore preesisteva ed era unita con Dio il Verbo prima della Incarnazione e della Concezione della Vergine, anatema sia.

Ma cosa sostenevano i padri della Chiesa come San Clemente di Alessandria, Giustino martire e lo stesso Origene?

“Non ho messo per iscritto tutto ciò che penso poiché c’è un cristianesimo esoterico che non è per tutta la gente.” San Clemente di Alessandria (150-220).   “L’Anima vive più di una volta in corpi umani, ma non può ricordare le sue esperienze anteriori.” Dialogo con Trifo, Giustino Martire (100-165). Considerato il Padre della Scienza della Chiesa, Origene (185-254) sosteneva: “La preesistenza dell’anima è immateriale, pertanto non ha principio né fine. Le predizioni dei vangeli non possono essere state scritte per essere interpretate letteralmente.

 C’è un processo costante verso la perfezione. Tutti gli spiriti sono stati creati senza colpa e tutti devono ritornare, alla fine, alla perfezione originale. L’educazione delle anime continua nei mondi successivi. L’anima frequentemente si incarna e esperimenta la morte. I corpi sono come bicchieri per l’Anima, la quale gradualmente, vita dopo vita deve mano a mano riempirli. Prima il bicchiere di fango, poi il bicchiere di legno, dopo di vetro e per ultimo d’argento ed oro”.

Chissà che piega avrebbe preso il credo cattolico se la reincarnazione non fosse stata proscritta da questo falso Concilio dove orfano sia  delll’ approvazione del Papa sia della sua presenza.

Sicuramente sarebbe mancato quel controllo sulle anime con cui la chiesa ha costruito un impero che dura da 2000 anni, con cui ha minacciato di far finire all’inferno milioni di cristiani. Un potere che ha raccolto una fortuna inestimabile con  obuli, indulgenze e la storiella del Purgatorio, insomma ha disciplinato bene bene il suo gregge che altrimenti sarebbe stato consapevole che l’evoluzione spirituale della sua anima sarebbe invece dipesa da numerosi percorsi di reincarnazione non quindi dipendenti da offerte, sacerdoti, confessioni e dal timore di bruciare tra le fiamme, ma dalle azioni svolte mano mano in ogni ciclo e reincarnazione.

La metensomatosi però non è detto che si manifesti sullo stesso pianeta, ci si può reincarnare anche in altri mondi, il processo è molto complicato perché prevede il ricominciare a vivere esperienze arricchite dalle precedenti in  luoghi diversi in un percorso evolutivo che coinvolge anche piante ed animali. Ogni cellula carica di prove precedenti, sofferenze, gioie, porta un bagaglio animico che condiziona di volta in volta l’evoluzione spirituale.

Gesù stesso parlava di reincarnazione ai suoi discepoli che spesso non lo comprendevano. 

Ecco cosa diceva:

“Elia è gia venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, l’hanno trattato come hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro». Allora i discepoli compresero che egli parlava di Giovanni il Battista.Matteo 17:10-13, Marco 9:11-13, Luca 9: 33   (Lasciando sottintendere che Giovanni il Battista era la reincarnazione del profeta Elia).

Gesù parla ai suoi discepoli di Giovanni il Battista:   E se lo volete accettare, egli è quell’Elia che deve venire. Chi ha orecchi intenda.- Matteo 11:14-15   Dichiarando esplicitamente che Giovanni il Battista è la reincarnazione del profeta Elia.

Passando Gesù vide un uomo che era cieco dalla nascita.   Ed i suoi discepoli gli domandarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché egli nascesse cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è così perché si manifestassero in lui le opere di Dio.- Giovanni 9:1-3   

(Intendendo che l’uomo aveva vissuto prima di nascere cieco nella presente esistenza).   

Allora Gesù gli disse: «Rimetti la spada nel fodero, perché tutti quelli che mettono mano alla spada periranno di spada(Matteo 26,52).   

Il credere alla reincarnazione non si arrestò con il concilio di Costantinopoli, agli inizi del secolo tredicicesimo,  i Catari, una devota ed illuminata setta di cristiani che credeva nell’evoluzione spirituale dell’anima, cominciò a propagarsi in Italia e nel sud della Francia. Il Papa lanciò una crociata per fermare una simile eresia, mezzo milione di persone furono massacrate. I Catari furono completamente spazzati dalla carta geografica. Questa epurazione segnò il passo per la successiva brutale Inquisizione che sarebbe incominciata presto. Non solo credere nella reincarnazione era causa di persecuzione, ma anche qualunque idea metafisica che cadesse fuori dal dogma della Chiesa.   

Molti studi moderni da parte di medici e scienziati e medici al giorno d’oggi  hanno cambiato approccio nello studio della metesempsicosi, gli psichiatri oramai  sperimentano la regressione ipnotica come prova di sostegno alla reincarnazione, inoltre si sono verificati numerosi ed eclatanti casi di reminiscenza di vita anteriore e casi di bambini prodigio, dotati di facoltà eccezionali non riscontrabili nei loro genitori, per i quali i biologi non sono in grado di spiegare con l’atavismo o con la teoria delle mutazioni, l’incredibile e precoce intelligenza che manifestano.  

Il “meccanismo”  della rinascita appare equo e non sbilanciato come quello attuato dal credo cristiano, in questo modo si da la possibilità  a chi parte da “condizioni sfortunate e di povertà che potrebbero condizionare l’intera vita di evolvere e in un’altra vita e poterle migliorare, un libero arbitrio che permette di fare tesoro degli errori fatti nel passato e coltivare un essenza spirituale di volta in volta sempre più ricca.

Ma qual è la chiave di volta? La chiave è l’amore, il percorso è legato però anche  indissolubilmente al karma, una stretta simbiosi che a sua volta si relaziona con un concetto di amore universale e collettivo che nei millenni è stato sacrificato dal materialismo e dal dogmatismo della chiesa.

L’evoluzione abbraccia tutti gli esseri del creato dai terrestri ai non terrestri, una tappa obbligata che coinvolge l’intera esistenza degli universi.

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